Giornata mondiale della pace

Il Vescovo Mariano Crociata presenta il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata della Pace

"Il nuovo anno inizia con un forte appello alla pace e all'ottimismo"

Il Vescovo Mariano Crociata presenta il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata della Pace

In occasione della 59ª Giornata mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio 2026, in coincidenza con la solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il Vescovo Mariano Crociata ha presieduto una celebrazione eucaristica presso la Cattedrale di S. Marco a Latina. Al termine della funzione, ha consegnato alle autorità presenti una copia del messaggio di Papa Leone XIV, intitolato «La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante».

Omelia di Mons. Crociata

La nuova annata si apre con un rinnovato impegno verso la pace e un invito a non perdere mai la speranza di raggiungerla.

In questo contesto, il messaggio di Papa Leone XIV, il suo primo Capodanno da Sommo Pontefice, ci esorta a cambiare prospettiva: non dobbiamo solo cercare di creare la pace, ma piuttosto entrare nella pace stessa. Il Papa afferma: «La pace esiste, vuole abitarci, ha il potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno […]. In questo orizzonte ci ha introdotti il Risorto». Queste parole rispecchiano il messaggio di Gesù, che ha donato la pace prima di chiederne la creazione. Egli dice: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» (Gv 14,27). La radice del problema risiede nel desiderio di ognuno di imporre la propria visione della pace, spesso in base ai propri interessi. È necessario uscire dal proprio ego per abbracciare la pace che Dio ci offre, trasformando così la nostra vita in un cammino di pace. Il Papa invita a «aprirsi alla pace», sottolineando che «prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino».

Il messaggio del Papa rimanda anche alle sue prime parole in piazza San Pietro, dove ha invocato una pace disarmata e disarmante. L’idea stessa di arma implica conflitto, e molti denunciano la produzione e il commercio di armi come una provocazione. I dati riportati nel messaggio sono allarmanti.

È fondamentale disarmare il cuore, poiché odio e vendetta sono le armi più pericolose. Le parole che esprimono tali sentimenti possono avvelenare le relazioni. Il Papa cita Sant’Agostino: «Se volete attirare gli altri alla pace, abbiatela voi per primi». Pertanto, il Papa sottolinea che il percorso verso la pace deve iniziare dalle nostre relazioni quotidiane, nelle nostre famiglie e comunità.

Appare naturale pensare che il nostro impegno per la pace potrebbe sembrare insignificante di fronte ai conflitti armati, come quello in Ucraina. Sebbene le nostre azioni possano sembrare irrilevanti, è importante riflettere su come ci relazioniamo con queste situazioni. Le manifestazioni a sostegno di una parte o dell’altra possono facilmente trasformarsi in conflitti, replicando la logica della violenza. La difesa di una parte, anche della vittima, può manifestarsi attraverso sentimenti e atti violenti, contribuendo a una spirale di conflitto.

La via per la pace, sia a livello personale che globale, è quella del dialogo e della comprensione, come afferma il Papa: «preferendo la via dell’ascolto e, per quanto possibile, dell’incontro con le ragioni altrui». Il dialogo richiede non solo di parlare, ma anche di ascoltare, e sebbene a volte ci si possa imbattere in chi non vuole ascoltare, non dobbiamo ricambiare con la stessa moneta. La legittima difesa deve sempre essere limitata e precedere la ricerca di dialogo e incontro. Il Papa cita Sant’Agostino, ricollegandosi a un messaggio di Gesù: «Chi ama veramente la pace ama anche i nemici della pace». Non si tratta di approvare il male e la violenza, ma di mantenere sempre a mente l’umanità della persona.

Il messaggio afferma che «la bontà è disarmante», indicando che la volontà di bene deve guidare ogni azione. Pertanto, auspichiamo una «ricomposizione pacifica dei rapporti tra le comunità politiche a livello mondiale», attraverso «la via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale».

Concludendo, Papa Leone ci ricorda che «nulla ha la capacità di cambiarci quanto un figlio». Questa verità risuona profondamente, richiamando alla nostra responsabilità verso i bambini e i giovani, che hanno bisogno di un futuro di pace. Dobbiamo sempre ricordare il debito che abbiamo verso tutti i figli, specialmente quelli in condizioni vulnerabili. Ricordiamoci del figlio divino che si è fatto bambino per insegnarci a vivere in modo più umano.