Un’indagine avviata dalla Guardia di Finanza ha svelato un caso di frode fiscale da 2,5 milioni di euro, collegato all’imprenditore della telefonia Orlando Taddeo. L’inchiesta è partita dall’utilizzo di un credito d’imposta per compensare debiti con il Fisco.
Il meccanismo fraudolento
Nel marzo 2022, la Guardia di Finanza ha avviato controlli sul pagamento di un debito da parte della società 4U Italia srl. Invece di versare liquidità, l’azienda ha compensato il debito utilizzando crediti d’imposta, attivando così le indagini. È emerso un sistema fraudolento che coinvolgeva diverse società, tra cui la 7C Italia srl, che ha ricevuto indebite compensazioni per oltre due milioni di euro.
Dettagli delle indagini
Le indagini hanno rivelato che Taddeo e i suoi complici avevano messo in piedi un traffico telefonico fittizio, creando crediti IVA inesistenti. La frode si è estesa attraverso una rete di società, comprese alcune estere, e piattaforme di intermediazione telefonica, con l’obiettivo di evadere il Fisco.
Arresti e sequestri
L’inchiesta ha portato all’arresto di Orlando Taddeo e di Paolino Manfredi, accusati di aver orchestrato la frode tramite attività fittizie, permettendo così alle aziende coinvolte di evitare il pagamento delle imposte dovute. Nel 2022, oltre ai sequestri preventivi, sono stati rinvenuti più di 500 prodotti pericolosi legati a questa rete criminale.
Proseguono le indagini
Le indagini continuano, con le autorità impegnate a ricostruire l’intero giro d’affari illecito e a recuperare i fondi evasi.