La città di Latina renderà omaggio a Fabrizio Di Somma domenica 25 gennaio, in occasione della presentazione del libro “Quando il limite diventa orizzonte FD+”, scritto da Elisa Averna. L’opera narra la storia umana e sportiva dell’icona del paraciclismo, che ha ricoperto il ruolo di atleta guida e Commissario Tecnico della Nazionale italiana paralimpica. L’evento si svolgerà alle ore 17 presso il Foyer del teatro Gabriele D’Annunzio, moderato dal giornalista Egidio Fia, direttore di Lazio TV. L’incontro è fortemente sostenuto dalla famiglia di Fabrizio, in collaborazione con l’assessorato allo Sport del Comune di Latina e il Panathlon Club di Latina.

Dettagli dell’Evento
Durante la presentazione, interverranno figure di spicco come l’ex ciclista professionista Filippo Simeoni, Fabio Tripoli, oro alle Paralimpiadi di Pechino, il tecnico Mario Valentini, che ha voluto Fabrizio come atleta guida, e altri atleti che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, apprezzandone le doti umane e professionali. Saranno esposti il medagliere, il tandem olimpico e l’opera originale di Davide De Filippo, utilizzata per la copertina del libro.
Il titolo “Quando il limite diventa orizzonte FD+” esprime appieno la filosofia di Fabrizio, il quale ha sempre visto il limite non come una fine, ma come un orizzonte da superare. Da questa prospettiva nasce l’idea del libro.
Questa pubblicazione si configura anche come un lascito personale, un dono per la figlia Carolina e per chi desidera scoprire una storia in cui lo sport è veicolo di coraggio, responsabilità e speranza. “Quando il limite diventa orizzonte” è, infatti, un racconto che trascende la mera cronaca sportiva, testimoniando come una vita possa continuare a guidare anche dopo l’ultimo traguardo. Non è solo la storia di una carriera straordinaria: il libro restituisce il ritratto di un uomo capace di trasformare le difficoltà in opportunità, l’incidente in una nuova chance, la fatica in consapevolezza. La bicicletta diventa una metafora della vita stessa: la salita come prova, la discesa come volo, la caduta come occasione di rinascita.
Chi era Fabrizio Di Somma
Nato a Latina il 15 gennaio 1971 e cresciuto a Borgo Piave, Fabrizio Di Somma ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo dello sport paralimpico, ricoprendo i ruoli di atleta guida e tecnico della Nazionale Italiana Paralimpica fino al 2021. Oltre alla carriera sportiva, ha servito come Agente Scelto del Corpo Forestale dello Stato nel Parco Nazionale del Circeo e nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, presso la caserma di Latina. Negli ultimi anni, Fabrizio ha combattuto una grave malattia con la stessa determinazione che lo ha sempre contraddistinto nello sport. Un percorso difficile che non ha mai spento il suo sorriso né la sua fiducia nel futuro. È deceduto il 21 marzo 2025, all’età di 54 anni.
La sua carriera è stata ricca di trionfi. In qualità di guida nel tandem, un ruolo cruciale nel paraciclismo, ha collaborato con atleti di grande rilievo, ottenendo numerosi titoli italiani, europei e mondiali. Il suo apice è stato raggiunto alle Paralimpadi di Sydney 2000, dove ha conquistato una medaglia d’argento e due di bronzo, competendo in tandem con Silvana Valente, atleta di cui è stato guida dal 1998 al 2001. Successivamente ha affiancato Emanuele Bersini dal 2002 al 2007 e Maurizio Romeo dal 2008 al 2010, consolidandosi come uno dei punti di riferimento del movimento paralimpico italiano. Nel 2000, è stato insignito del titolo di Ufficiale e Cavaliere della Repubblica dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Fabrizio ha ricevuto anche la Medaglia d’Oro al valore tecnico e atletico.
Dopo il ritiro, non si è allontanato dallo sport. Dal 2011 ha fatto parte dello staff tecnico della Nazionale Italiana Paralimpica di ciclismo e handbike, contribuendo a una stagione di straordinari successi: dalle dieci medaglie di Londra 2012 ai risultati mondiali e paralimpici fino a Tokyo 2021. Ha lavorato con alcuni dei nomi più rappresentativi dello sport paralimpico italiano, trasmettendo esperienza e una visione dello sport come strumento di crescita personale. Non a caso, è stato anche tecnico di Alex Zanardi.
La sua passione e il suo instancabile impegno hanno ispirato generazioni di atleti, facendone una figura rispettata e amata nel panorama sportivo.
