Carabinieri e Procura sono impegnati a ricostruire l’origine del patrimonio milionario di Alessandro Agresti, un imprenditore quarantenne attualmente indagato per presunti reati finanziari. Le indagini hanno portato alla luce diverse movimentazioni di denaro considerate anomale.
Il giudice per le indagini preliminari, Barbara Cortegiano, ha evidenziato che dall’analisi dei conti correnti emerge una “traiettoria criminale in ascesa”, con un progressivo coinvolgimento di Agresti in circuiti illeciti e operazioni sempre più sofisticate. L’inchiesta si concentra in particolare sull’attività imprenditoriale legata alla compravendita di auto di lusso.
Prestiti e bonifici sospetti
Tra gli aspetti sotto esame, spicca un prestito atipico di 40 mila euro, versato sul conto di Agresti da uno studio notarile romano, poco prima dell’acquisto di un appartamento di lusso in via Bixio, del valore superiore ai 500 mila euro. Questa operazione è considerata sospetta in quanto proviene dallo stesso professionista che ha gestito la compravendita dell’immobile.
Il giudice ha anche sottolineato come il tenore di vita dell’imprenditore appaia sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Sono sotto osservazione anche donazioni, bonifici e transazioni incrociate tra Agresti, i suoi familiari e le società a lui collegate, tutte prive di adeguata giustificazione.
In aggiunta, sono state riscontrate anomalie anche sul conto della moglie, dove si registrano bonifici di ingente entità, incluso un trasferimento di 160 mila euro per un presunto prestito infruttifero, seguito dall’emissione di assegni circolari per somme simili, senza riscontri fiscali.