La voce dei genitori

Caso Mendico: studenti in protesta, i genitori sostengono l’iniziativa

I genitori degli alunni dell'Istituto Pacinotti esprimono il loro supporto ai ragazzi e denunciano la campagna mediatica contro la dirigenza scolastica.

Caso Mendico: studenti in protesta, i genitori sostengono l’iniziativa

Questa mattina, gli studenti dell’Istituto Pacinotti hanno sfilato in un lungo corteo per esprimere solidarietà dopo la sospensione della dirigente scolastica e di due insegnanti. Al termine della manifestazione, sono intervenuti anche i genitori, che hanno voluto far sentire la loro voce.

Il sostegno dei genitori dell’Istituto Pacinotti di Fondi

I genitori degli alunni dell’Istituto Pacinotti hanno ritenuto necessario esprimere pubblicamente il loro sostegno agli studenti che hanno manifestato per la dirigenza scolastica, attaccata in questi giorni da una campagna mediatica considerata ingiusta e distorta. “La scelta dei nostri figli – dichiarano – nasce da un forte senso di responsabilità e partecipazione nella comunità scolastica in cui crescono ogni giorno. È una posizione consapevole che merita rispetto e ascolto, non delegittimazione. Questo gesto rappresenta un’importante forma di cittadinanza attiva e spirito critico.”

I genitori esprimono anche il loro profondo dolore per la tragica scomparsa di Paolo Mendico, sottolineando che è fondamentale attendere la conclusione delle indagini senza affrettare giudizi o alimentare ricostruzioni mediatiche distorte. “Chiediamo che la scuola venga tutelata come un luogo di educazione e crescita”, affermano, auspicando un dibattito pubblico più equilibrato e rispettoso.

La voce dei genitori dell’Istituto Pacinotti di SS Cosma e Damiano

Un’altra lettera, firmata da alcuni genitori dell’ITI Pacinotti di SS Cosma e Damiano, evidenzia il legame forte tra gli studenti e la piccola comunità scolastica. “Quando i nostri figli hanno scelto questa scuola, abbiamo sostenuto la loro decisione – affermano – perché qui non sono solo numeri, ma persone conosciute dai loro insegnanti. La comunità scolastica è sempre stata aperta e disponibile.”

Oggi, dicono i genitori, la comunità è scossa dalla tragedia e il silenzio iniziale, dovuto al rispetto per la situazione, è stato strumentalizzato. “Non possiamo più accettare che i nostri ragazzi vengano descritti come bulli. Da tempo, gli esperti ci avvertono della loro fragilità e, per questo, avevamo attivato sportelli psicologici nelle classi, accolti positivamente da noi genitori. Tuttavia, nessuno sembra più preoccuparsi di questa fragilità, che è parte dell’adolescenza. Ci scusiamo per non averli difesi prima e per non aver respinto le accuse ingiuste”, affermano.

Infine, i genitori sottolineano l’importanza di vedere e non solo guardare i propri figli. “Questa tragedia ci ha insegnato a riconoscere la loro fragilità e impotenza. Siamo qui per sostenerli e affinché possano contare sulle loro famiglie e sulla scuola come comunità educante. Ricordate ragazzi, la nave non affonda per l’acqua che la circonda, ma per quella che ha all’interno.”