Nasce il comitato

Il comitato “Sì Separa” sostiene il referendum sulla giustizia

Daniela Fiore, referente della Fondazione Luigi Einaudi, guida l'iniziativa a Latina

Il comitato “Sì Separa” sostiene il referendum sulla giustizia

È stato istituito a Latina il comitato “Sì Separa”, che sostiene il referendum per la separazione delle carriere dei magistrati, previsto per il 22 e 23 marzo. A promuoverlo è Daniela Fiore, consigliera comunale del Gruppo Misto e avvocato, che ha assunto il ruolo di referente territoriale della Fondazione Luigi Einaudi, promotrice dell’iniziativa a livello nazionale.

Il comitato “Sì Separa” si inserisce nella campagna avviata dalla Fondazione il 12 novembre, sostenuta da giuristi e costituzionalisti di spicco come Giuseppe Benedetto, Gian Domenico Caiazza, Andrea Cangini e Antonio Di Pietro. Questi esperti hanno messo in luce la natura liberale e garantista della proposta referendaria.

L’obiettivo del comitato è partecipare attivamente alla campagna referendaria, fornendo informazioni corrette e accessibili sulle motivazioni a sostegno del sì. L’impegno è volto a chiarire il significato del voto e a promuovere una partecipazione consapevole da parte dei cittadini.

«In queste settimane – afferma Daniela Fiore – assistiamo purtroppo a uno scontro tra fazioni contrapposte, che rischia di inquinare il dibattito pubblico con fake news e argomentazioni da stadio. Questo clima allontana gli elettori dal merito del quesito referendario e dal testo della riforma sottoposta al voto».

Secondo la consigliera comunale, la questione della separazione delle carriere non può essere ridotta a una contrapposizione ideologica o politica: «La mia esperienza professionale di avvocato – sottolinea Fiore – mi porta a sostenere con convinzione la necessità di realizzare la parità tra accusa e difesa davanti a un giudice veramente terzo, come previsto dal processo accusatorio. Questa è una riforma attesa da tempo, che non può essere vista come una battaglia di destra o di sinistra».

Da qui l’impegno del comitato a livello locale: «Serve un dibattito serio, in grado di spiegare ai cittadini le vere argomentazioni alla base del referendum. Per questo – conclude – mi impegnerò a promuovere incontri, eventi e momenti di confronto pubblico, affinché il tema venga trattato in modo comprensibile, rigoroso e privo di strumentalizzazioni».