Il Comitato Civico per la difesa dell’Ospedale di Cori esprime forti preoccupazioni riguardo a un possibile smantellamento del diritto alla salute. Il PAT (Punto di Assistenza Territoriale) rischia di chiudere a causa della scarsa attenzione ai bisogni degli utenti e di una gestione poco efficace delle risorse. Inoltre, il servizio di radiologia, atteso con interesse, sarà limitato a sole due aperture settimanali, una volta riattivato il presidio di Cisterna.
Problemi strutturali e finanziamenti incerti
Il nuovo Ospedale di Comunità, per il quale sono stati stanziati quasi 2 milioni di euro su un totale di oltre 11 milioni, sembra già affrontare delle difficoltà. Secondo il Comitato, ci sarebbe un errore nei sistemi di scarico fognari che costringerebbe a lavori imprevisti al primo piano, dove si trova il Centro Sollievo, che rischia di essere sfrattato senza una nuova collocazione. I fondi del PNRR coprirebbero solo i piani superiori (2°, 3° e 4°), lasciando aperta la questione di chi si occuperà dei necessari interventi di riparazione al piano terra.

Carente organico e servizi inadeguati
La situazione è ulteriormente aggravata dalla carenza di medici e dalla necessità di aggiornamento del personale infermieristico. La telemedicina, introdotta anni fa, è rimasta inutilizzata nei corridoi della struttura. Riguardo all’emergenza-urgenza, il ripristino della postazione 118 è stato rinviato a un ipotetico 2027, lasciando il territorio privo di servizi vitali proprio mentre il PAT rischia di chiudere.
Il Comitato denuncia anche la chiusura del Consultorio, giustificata da lavori mai avviati, che ha portato a un ulteriore trasferimento di servizi fondamentali verso Cisterna. Secondo il Comitato, il Sindaco di Cori e la Direzione Generale della ASL di Latina non possono più ignorare la situazione. Il diritto alla salute non può essere considerato un costo da razionalizzare, ma è un dovere costituzionale.
Richieste del Comitato
Tre sono i punti chiave da affrontare: garantire la riapertura H24 del servizio medico e mantenere il PAT nell’ambito dell’organizzazione dell’Emergenza/Urgenza; fornire trasparenza immediata sul destino del Centro Sollievo; attivare concretamente la diagnostica di primo livello a Cori, non subordinata ai tempi di Cisterna.