Attesa per il verdetto

Gaeta in corsa per diventare Capitale Italiana del Mare 2026

La delegazione della città sarà presente nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma per la proclamazione.

Gaeta in corsa per diventare Capitale Italiana del Mare 2026

Grande attesa per Gaeta, candidata al titolo di Capitale Italiana del Mare 2026. Domani, mercoledì 4 marzo alle ore 11:00, la delegazione cittadina sarà ricevuta nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma per la cerimonia di proclamazione. La città si prepara al verdetto con la consapevolezza di aver già raggiunto un obiettivo ambizioso: creare un ecosistema che integri patrimoni storici, scientifici e culturali in un progetto comunitario senza precedenti. Con il dossier “Gaeta, Città della Cultura del mare. Blu: oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, la candidatura si propone come un’iniziativa di respiro nazionale, mirata a rimettere l’elemento marino al centro delle strategie educative, sociali ed economiche del Paese.

Un partenariato solido

Il progetto si fonda su un partenariato di notevole importanza, con la Regione Lazio in prima linea, rappresentata dal Presidente Francesco Rocca, dall’Assessore Gianluca Righini e dal Consigliere Cosmo Mitrano. Accanto a loro, le province di Latina e Caserta, le Aree Metropolitane di Roma e Napoli, oltre a 22 Comuni costieri. Importante anche il supporto della Camera di Commercio Frosinone-Latina, guidata da Giovanni Acampora, dell’AdSP del Mar Tirreno Centro-Settentrionale e dell’Università di Cassino. La rete coinvolge più di 80 partner, tra cui spiccano l’Istituto e l’ITS Academy “Caboto”, eccellenze della formazione marittima italiana.

Un progetto per il futuro

Questa coalizione, come evidenziato in una nota del Comune di Gaeta, rappresenta simbolicamente 400 chilometri di costa tirrenica, unendo località come Civitavecchia, Fiumicino, Formia, Pozzuoli e le isole di Ponza e Procida, fino a raggiungere Catania in Sicilia. Gaeta, quindi, si propone come baricentro operativo di un’area storicamente legata al mare, custode di memorie che spaziano dal mito di Ulisse alla Battaglia di Lepanto, dalle imprese di Caboto fino alla genesi della Marina Militare Italiana.

“Gaeta incarna la sintesi perfetta tra storia e futuro del mare. La sua capacità di coniugare vocazione portuale e sostenibilità la rende un modello di Blue Economy per l’intera nazione.” — Francesco Rocca (Pres. Regione Lazio) e Giancarlo Righini (Ass. Bilancio)

Obiettivi e investimenti

Il progetto prevede:

  • 42 eventi di rilevanza internazionale durante l’anno;
  • 16 opere pubbliche permanenti destinate a trasformare l’aspetto della città;
  • Investimenti stimati tra 45 e 50 milioni di euro;
  • 9 progetti territoriali integrati in una governance multilivello.

“Il modello che emerge dal dossier supera i confini della città – spiega il consigliere regionale ed ex sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano – diventando un manifesto di valore che punta tutto sulla risorsa mare, raccogliendo numerose adesioni. Insieme, stiamo formando una squadra. Gaeta rappresenta un elemento chiave per tutto il centro sud, un faro e un modello di crescita, sviluppo e benessere, che ci permette di guardare al futuro con grandi prospettive e certezze.”

Il Paradigma Blu

Il cuore del progetto è il “Paradigma Blu”: mentre il “Green” si concentra sulla protezione ambientale, il “Blu” di Gaeta pone l’accento sull’uomo. Il mare non è solo una risorsa economica, ma uno spazio di benessere e rigenerazione. Questa visione si articola in tre pilastri: il Centro Permanente di Educazione al Mare (Ocean Literacy), il Museo Diffuso del Mare (tra innovazione e digital twin) e la Piattaforma del Mare come terapia, volta a valorizzare i benefici psicofisici degli ambienti acquatici.

“Siamo arrivati a questo appuntamento con l’orgoglio di chi sa di aver costruito qualcosa di duraturo. – ha commentato il sindaco Cristian Leccese – Indipendentemente dal verdetto della Presidenza del Consiglio, Gaeta ha già vinto la sua sfida più grande: non abbiamo partecipato a un semplice bando, ma abbiamo tracciato una rotta strategica per il futuro dell’Italia. Abbiamo dimostrato che l’unione territoriale e l’innovazione culturale possono trasformare il mare in un asset di sviluppo sociale senza pari. Questa candidatura è la scintilla di un processo di rigenerazione che metterà le nostre radici marittime al servizio delle prossime generazioni.”

Il 2026 coinciderà con due celebrazioni storiche: il centenario della Scuola Nautica della Guardia di Finanza e quello del PIME, custode del Santuario della Montagna Spaccata. Un luogo dove fede e natura si incontrano in una fenditura rocciosa che, come vuole la tradizione evangelica, si affaccia maestosa sulle onde, sigillando il legame eterno tra Gaeta e il suo mare.