Si è svolta un’udienza di oltre quattro ore nel processo noto come “Satnam bis”, che vede sul banco degli imputati Antonello Lovato, attualmente in carcere, e Renzo Lovato, agli arresti domiciliari. Entrambi sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravato, per aver impiegato manodopera costituita da braccianti agricoli in condizioni di irregolarità. Durante la sessione di ieri, è stato ascoltato Kumar Ramesh, uno dei lavoratori sfruttati nell’azienda Lovato. Ramesh era già stato interrogato dai carabinieri dopo la tragica morte di Satnam Singh, deceduto al San Camillo di Roma a seguito di un grave incidente sul lavoro.
La testimonianza di Kumar Ramesh
Il 17 giugno 2024, giorno dell’incidente, Kumar Ramesh ha raccontato di essere andato nei campi con Satnam, la moglie di quest’ultimo e un altro connazionale. È stato lo stesso Satnam a presentarlo ai Lovato come nuovo lavoratore. Ramesh, giunto in Italia nel 2023, lavorava per l’azienda da circa venti giorni.
Dalla testimonianza è emerso che Satnam Singh fungeva da intermediario tra i lavoratori e i proprietari: i braccianti si rivolgevano a lui per qualsiasi necessità.
Condizioni di lavoro precarie
Durante l’interrogatorio, condotto dalla procuratrice aggiunta Luigia Spinelli, si è prima ricostruita la giornata dell’incidente, per poi concentrarsi sul tema dello sfruttamento, elemento centrale del processo. Secondo Ramesh, i braccianti lavoravano dalle 6 del mattino fino alle 17 o 18, occupandosi di varie attività nei campi, tra cui la raccolta di zucchine, fiori di zucca e cocomeri, oltre alla semina.
La pausa pranzo, prevista alle 12, durava solo pochi minuti e offriva spazio per un caffè. I lavoratori portavano da casa cibo e acqua, consumando i pasti nei campi o sotto un capannone, seduti per terra. Non erano disponibili bagni né servizi igienici. Le ore lavorative si estendevano per sei giorni a settimana, talvolta anche la domenica, con una retribuzione di circa 5,50 euro l’ora.
Il processo riprenderà il 25 marzo e successivamente l’8 aprile, con l’audizione di altri braccianti indiani in qualità di testimoni.