Un esposto formale è stato presentato alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri, insieme alle Prefetture e Procure della Repubblica di Latina e Frosinone. Al centro della denuncia vi è l’affidamento del servizio di igiene urbana del Comune di Terracina alla società Super Eco S.r.l., per un valore stimato di circa 100 milioni di euro e una durata di otto-nove anni.
L’iniziativa è stata promossa da tre associazioni: l’Associazione “Antonino Caponnetto” per la lotta alle illegalità e alle mafie, l’Associazione “Tesori del Circeo” sotto la presidenza di Francesca Capponi, e il Comitato “Argine”.
Le associazioni hanno precisato di aver agito sulla base di inchieste giornalistiche e notizie di cronaca giudiziaria, senza accusare direttamente la società. Tuttavia, le informazioni raccolte da «autorevoli testate» delineerebbero un quadro di «potenziale criticità» che include presunte irregolarità nelle procedure d’appalto in Sicilia, riassunte dai firmatari sotto il titolo provocatorio «Corruzione e rifiuti, il sistema degli appalti». Inoltre, sarebbero emersi monitoraggi investigativi coordinati dalla DDA di Napoli riguardanti ipotizzati reati di corruzione e turbativa d’asta che coinvolgerebbero i vertici della società.
L’istanza chiede alle autorità di attivare i poteri previsti dal Codice Antimafia per verificare che la Super Eco S.r.l. mantenga i requisiti di onorabilità e sia regolarmente iscritta alle White List prefettizie, strumenti creati per escludere dalle gare pubbliche soggetti a rischi di infiltrazione criminale. Le associazioni sottolineano il rispetto del principio di presunzione di innocenza, ma evidenziano che l’importanza economica dell’appalto e le gravi «ombre investigative» richiedono un intervento rapido delle autorità competenti.
«La trasparenza e la legalità non sono opzioni, ma precondizioni essenziali per la democrazia locale», si legge nell’esposto. «La cittadinanza non può restare nel dubbio che una risorsa pubblica di tale entità possa essere gestita da soggetti su cui gravano incertezze investigative così pesanti». I firmatari puntualizzano di agire esclusivamente a tutela dell’interesse pubblico e della comunità pontina, richiedendo alla Magistratura e alle Prefetture di verificare la regolarità delle procedure e l’assenza di condizionamenti criminali. Inoltre, si riservano di essere informati su ogni eventuale sviluppo del procedimento.