Controlli del Nas

Sequestrate tre tonnellate di frutta e verdura per mancanza di tracciabilità in provincia di Latina

Interventi mirati dei Carabinieri del NAS in due rivendite del Sud pontino e dell'area nord della provincia

Sequestrate tre tonnellate di frutta e verdura per mancanza di tracciabilità in provincia di Latina

Il NAS di Latina ha effettuato un maxi-sequestro di circa 3.000 chili di prodotti ortofrutticoli privi di tracciabilità, nell’ambito delle misure di prevenzione contro l’epatite A.

In seguito ai recenti casi di epatite A, i Carabinieri del NAS hanno intensificato i controlli a tutela della salute pubblica. Sotto la direzione del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, è stata avviata una vasta campagna di ispezioni a livello nazionale per mitigare il rischio di diffusione del virus attraverso la filiera alimentare, con particolare attenzione al settore ortofrutticolo e ittico.

Dettagli degli Interventi

Nei giorni scorsi, i militari del NAS hanno condotto due ispezioni significative in attività di rivendita di prodotti ortofrutticoli nella provincia di Latina.

Nel primo esercizio commerciale, situato nel Sud pontino, sono stati sequestrati circa 300 chili di frutta e verdura, completamente privi di informazioni sulla tracciabilità. Il titolare dell’attività ha ricevuto una sanzione amministrativa di 1.500 euro.

Il secondo controllo, effettuato in un grande punto vendita al dettaglio nell’area nord della provincia, ha portato al sequestro di circa 2.500 chili di prodotti ortofrutticoli, anch’essi privi della necessaria documentazione. Anche in questo caso, è stata comminata una sanzione di 1.500 euro.

Importanza della Tracciabilità

L’assenza di tracciabilità non è solo una violazione formale, ma rappresenta un serio rischio per la sicurezza alimentare, specialmente in relazione al virus dell’epatite A. L’infezione può propagarsi attraverso il consumo di cibi contaminati, ad esempio a causa di acque di irrigazione non sicure o di pratiche scorrette durante la raccolta.

La tracciabilità consente di risalire alla ‘storia’ di un alimento. In caso di infezione, i documenti di accompagnamento permettono alle Autorità sanitarie di identificare rapidamente il campo di coltivazione o il fornitore originale, isolando il lotto contaminato e ritirandolo dal mercato. Quando i prodotti sono commercializzati in modo ‘anonimo’, come accertato nei controlli, questa protezione fondamentale viene meno, rendendo difficile individuare la fonte del problema.

Raccomandazioni per i Consumatori

Per evitare ingiustificati allarmismi, è importante ricordare che le infezioni possono essere prevenute seguendo semplici ma efficaci regole di igiene. Si raccomanda ai consumatori di lavarsi sempre le mani prima di maneggiare il cibo e di lavare accuratamente frutta e verdura con abbondante acqua corrente potabile, soprattutto se destinati a essere consumati crudi. I controlli sulla filiera commerciale, abbinati a corrette pratiche igieniche domestiche, garantiscono il massimo livello di protezione per la salute pubblica.