Allerta sindacale

Findus, sindacati denunciano i diritti dei lavoratori in somministrazione

I rappresentanti dei lavoratori segnalano che l'azienda ignora il valore dell'anzianità e crea precarietà.

Findus, sindacati denunciano i diritti dei lavoratori in somministrazione

La Felsa Cisl torna a far sentire la propria voce riguardo alla difficile condizione dei lavoratori in somministrazione presso lo stabilimento Findus di Cisterna.

La situazione dei lavoratori

Secondo il sindacato, l’azienda sta sistematicamente trascurando il valore dell’anzianità. Lavoratori che hanno dedicato anni alla produzione vengono ora sostituiti da nuove assunzioni, spesso senza una spiegazione chiara. «È inaccettabile — afferma il segretario provinciale Marco Luppi — continuare a inserire nuovi profili mentre si allontanano persone che hanno sostenuto l’azienda per anni. Questa non è una riorganizzazione, ma una scelta miope che fa ricadere il peso delle decisioni aziendali sempre sulle stesse spalle».

I contratti precari

La protesta si intensifica per quanto riguarda la tipologia dei contratti. Si parla infatti di una frammentazione estrema, con contratti settimanali e, in alcuni casi, addirittura giornalieri. Questa situazione rende impossibile per i lavoratori pianificare la propria vita familiare ed economica, trasformando il diritto al lavoro in una vera e propria lotteria quotidiana.

Uno degli aspetti più umilianti riguarda la gestione delle chiamate. Nonostante le precedenti rassicurazioni dell’azienda sulla fine delle chiamate con scarso preavviso, la realtà descritta dalla FeLSA è ben diversa. Sempre più frequentemente, i lavoratori vengono contattati all’ultimo momento e si recano in fabbrica, solo per essere bloccati all’ingresso e costretti a tornare indietro. Il motivo? La mancanza fisica del contratto pronto per la firma, un circolo vizioso burocratico che provoca danni economici e morali per chi ha già intrapreso il viaggio.

Le parole di Marco Luppi

Marco Luppi esprime dure critiche: «Abbiamo chiesto trasparenza, criteri oggettivi basati su competenze e anzianità, e rispetto per la dignità delle persone; in cambio abbiamo ricevuto solo silenzi e decisioni unilaterali. Così si alimenta solo precarietà e tensione sociale. La FeLSA Cisl, che rappresenta oltre l’80% del personale somministrato nello stabilimento, chiede all’azienda di ascoltarci e porre fine a questa “lotteria del personale”».

La situazione in fabbrica è critica. Senza un cambiamento immediato e l’apertura di un dialogo serio che valorizzi il lavoro e l’esperienza, il rischio di un conflitto aperto è imminente. I lavoratori somministrati di Findus avvertono che il tempo delle promesse è finito: ora servono risposte tangibili, contratti dignitosi e, soprattutto, rispetto.