Il giudice ricusato

Inchiesta sui chioschi a Sabaudia: la difesa di Secci chiede la ricusazione del Giudice Cario

L'avvocato Renato Archidiacono ha sottolineato che il giudice ha già trattato il caso di Secci, autorizzando intercettazioni in un'altra indagine che ha coinvolto l'ex vicesindaco.

Inchiesta sui chioschi a Sabaudia: la difesa di Secci chiede la ricusazione del Giudice Cario

Oggi si sono svolti gli interrogatori dinanzi al Gip del tribunale di Latina, Giuseppe Cario, riguardanti l’assegnazione dei chioschi a Sabaudia. Un colpo di scena è giunto dalla difesa di Giovanni Secci, che ha presentato una richiesta di ricusazione nei confronti del giudice Cario. La ragione di tale richiesta è stata chiarita dall’avvocato Renato Archidiacono, il quale ha evidenziato che il giudice ha già avuto a che fare con Secci, avendo autorizzato intercettazioni in un’altra inchiesta legata all’ex vicesindaco.

Imputazione coatta e tempi di attesa

Nel febbraio 2025, il giudice Cario aveva disposto l’imputazione coatta per l’allora vice sindaco di Sabaudia e per la dirigente comunale Concetta Pennavaria, in relazione a un’altra indagine. Secondo Archidiacono, questa situazione renderebbe il magistrato incompatibile, e pertanto sarà la Corte d’Appello di Roma a decidere sulla ricusazione. Questo sviluppo potrebbe allungare i tempi di attesa, in vista della decisione su un eventuale arresto di Secci e degli altri coindagati, accusati di turbativa d’asta.