La Corte d’Appello di Roma ha esaminato il ricorso presentato dalla difesa di Giovanni Secci, ex vice sindaco di Sabaudia, che richiede la ricusazione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario. La Corte ha deciso di riservarsi e comunicherà la propria decisione nei prossimi giorni.
Motivazioni della ricusazione
La richiesta di ricusazione si fonda sul presunto coinvolgimento del Gip Cario nelle autorizzazioni alle intercettazioni, una circostanza che, secondo la difesa, comprometterebbe la sua imparzialità riguardo alle accuse rivolte a Secci e ai due funzionari comunali coinvolti nell’inchiesta. L’avvocato di Secci, Renato Archidiacono, ha affermato che il giudice non avrebbe potuto emettere il provvedimento di arresto domiciliare del 17 febbraio scorso, poiché era già pendente la richiesta di ricusazione.
Dettagli sull’inchiesta
L’inchiesta riguarda le concessioni per i chioschi situati lungo il lungomare di Sabaudia. Secci, insieme ai funzionari comunali Giuseppe Caramanica ed Elisa Cautilli, è accusato di turbativa d’asta. Secondo l’accusa, gli atti dell’amministrazione avrebbero avvantaggiato soggetti legati ai concessionari precedenti, creando vantaggi economici indebiti e limitando la partecipazione di operatori esterni.
Il Tribunale del Riesame di Roma, lo scorso 7 marzo, ha confermato gli arresti domiciliari per Secci, mentre per Caramanica e Cautilli la misura è stata sostituita con l’interdizione dall’esercizio del pubblico servizio per un anno. La difesa di Cautilli ha già annunciato il ricorso in Cassazione contro questa decisione.