La Sicamb, storica azienda di Latina specializzata nella produzione di sedili eiettabili e componentistica per il settore aeronautico, parte dell’indotto Leonardo SpA, ha presentato il 6 marzo scorso una richiesta di cassa integrazione ordinaria a causa della diminuzione delle commesse di lavoro. La misura riguarderà tutti i 277 dipendenti.
La situazione attuale
Negli anni, la Sicamb è stata beneficiaria di contributi e finanziamenti pubblici ai sensi della legge L808/85. Dopo aver affrontato una grave crisi finanziaria che nel 2020 l’ha portata a una procedura di concordato preventivo, a fine 2020 l’azienda ha firmato accordi per un piano di ristrutturazione e ricapitalizzazione, grazie all’intervento del socio entrante Singapore, che oggi detiene il 30% della società.
Le organizzazioni sindacali hanno lavorato intensamente sui tavoli della Regione Lazio e del Ministero, ottenendo rassicurazioni dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardo al supporto finanziario e industriale dei soci internazionali. Tuttavia, mentre i finanziamenti sono stati erogati, il monitoraggio del piano di ristrutturazione non è mai avvenuto. Di conseguenza, la Sicamb non ha effettuato investimenti in nuovi impianti né ha mantenuto quelli obsoleti, portando a un parco macchine inefficiente e a condizioni di lavoro precarie.
Problemi di gestione
Oltre alla mancata attuazione del piano industriale precedentemente presentato, l’azienda ha avviato una cassa integrazione ordinaria di 13 settimane per tutti i dipendenti. A gennaio 2026, è subentrato un nuovo amministratore delegato con esperienza in grandi realtà logistiche e portuali, ma ciò non sembra risolvere i problemi attuali.
Nel 2025, il patron Klinger è stato coinvolto in una terza condanna per truffa legata agli omessi versamenti del Tfr al fondo Cometa tra il 2008 e il 2018, evidenziando una storia gestionale problematica. Le rappresentanze sindacali e i lavoratori esprimono forte preoccupazione per la situazione, temendo che, a pochi mesi dalla chiusura del concordato preventivo, la Sicamb stia già accumulando nuovi debiti e che le commesse di lavoro siano insufficienti.
Richiesta di chiarezza
Da tempo, le lavoratrici e i lavoratori affrontano disagi significativi a causa di questa situazione e non vogliono assistere a una crisi irreversibile dell’azienda, specialmente in un territorio difficile come quello della provincia di Latina per il settore metalmeccanico. Chiedono un chiarimento sugli investimenti pubblici che non sono stati utilizzati e sottolineano che una nuova cassa integrazione non risolverà i problemi strutturali. È necessaria una nuova discussione sui tavoli istituzionali per garantire i livelli occupazionali e salvaguardare il settore.