Sviluppo locale

Tombolillo: “No al biogas in Migliara 46½, ma senza alternative chiudiamo le stalle”

Il sindaco di Pontinia chiarisce la posizione sull'impianto e solleva preoccupazioni sui 620mila tonnellate di scarti agricoli

Tombolillo: “No al biogas in Migliara 46½, ma senza alternative chiudiamo le stalle”

Negli ultimi giorni, la proposta di realizzare un impianto per la produzione di biometano in via Migliara 46½ ha generato un acceso dibattito pubblico. Il sindaco Eligio Tombolillo è tornato a esprimere la posizione dell’amministrazione comunale, ribadendo il diniego al progetto nella sua attuale formulazione. “Il sito scelto è inadeguato, considerando la vicinanza alla città e l’impatto sulla viabilità,” ha affermato il primo cittadino. “Continueremo a opporci a questa iniziativa, ma ciò non implica una chiusura totale verso alternative. Nella zona della Migliara 52, ad esempio, ci sono già esperienze positive.

L’emergenza dei rifiuti agricoli

Tombolillo ha avvertito che, al di là della localizzazione dell’impianto, il vero problema è rappresentato dalla gestione dei liquami e dei letami derivanti dagli allevamenti. “A Pontinia ci sono 33mila capi di bestiame, quasi la metà rispetto ai 68mila degli altri Comuni limitrofi. Questo comporta 620mila tonnellate di scarti ogni anno, una quantità enorme che non possiamo più disperdere nell’ambiente,” ha dichiarato.

Il sindaco ha ricordato che il territorio è classificato come ‘Zona vulnerabile da nitrati’ dal 2006, con limiti più severi rispetto al resto del Lazio. “Non possiamo superare i 170 chilogrammi di azoto per ettaro, la metà della soglia consentita altrove. Questa è una restrizione che non possiamo ignorare, soprattutto in relazione alle direttive europee e ai rischi di inquinamento dell’aria e dell’acqua.”

Necessità di una soluzione sostenibile

Per Tombolillo, la priorità è trovare un modo per continuare l’attività zootecnica senza danneggiare l’ambiente. “Se non saremo in grado di gestire adeguatamente questi reflui — ha avvertito — saremo costretti a chiudere le stalle, con gravi conseguenze per l’economia e l’occupazione del territorio.” Ha inoltre citato uno studio di Coldiretti Latina che conferma la gravità del problema, ringraziando il presidente Daniele Pili per il supporto alle valutazioni dell’amministrazione.

Il potenziale del biogas nella transizione ecologica

Il sindaco non esclude, anzi desidera, che il biogas possa contribuire a una soluzione, purché gestito in modo corretto. “Anche Legambiente riconosce l’affidabilità di queste centrali,” ha affermato. “Non bruciano i letami, ma li trattano, riducendo l’inquinamento e producendo energia pulita.” Tombolillo sostiene che sia fondamentale realizzare pochi impianti di alta qualità, capaci di gestire in sicurezza i reflui agricoli locali. “Preferisco avere poche strutture, ma monitorabili e realmente efficaci. Solo in questo modo possiamo conciliare la tutela ambientale con la sopravvivenza della nostra agricoltura.”

Chiarezza della posizione comunale

In conclusione, la posizione del Comune è netta: no all’impianto in via Migliara 46½, ma sì a una riflessione più ampia sulla gestione sostenibile degli scarti agricoli e zootecnici. Si tratta di una sfida complessa che interseca ambiente, economia e salute pubblica, richiedendo scelte rapide e condivise per il futuro del territorio.