A due settimane dagli interrogatori preventivi, sono scattate le misure cautelari nell’inchiesta riguardante l’autosalone VipMotors. I carabinieri del Nucleo investigativo hanno eseguito l’ordinanza emessa dal Tribunale di Latina: custodia cautelare in carcere per Alessandro Agresti, quarantenne ritenuto il principale indiziato delle presunte operazioni illecite.
Arresti domiciliari sono stati disposti per la moglie, Mery Teresina De Paolis, e per il collaboratore Cristiano Di Nuzzo, indicati dagli inquirenti come prestanome. Il padre di Agresti, Maurizio, è soggetto ad obblighi di firma. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Miliano, contesta i reati di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Secondo gli investigatori, il capitale iniziale per avviare l’attività deriverebbe dai proventi di una precedente estorsione per la quale Agresti è già stato condannato in via definitiva.
Grazie a intercettazioni e all’analisi dei documenti societari, i carabinieri hanno evidenziato una forte sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti, compresi l’acquisto di immobili di pregio. È stato disposto il sequestro dell’intero patrimonio riconducibile all’imprenditore, comprendente immobili e otto società tra Latina, Anzio e Roma, per un valore complessivo di circa nove milioni di euro. La difesa ha annunciato un ricorso al Tribunale del Riesame.