Cinque mesi dopo le esplosioni che hanno colpito le case popolari “Arlecchino” di Latina, situate in via Guido Rossa, la situazione rimane critica e irrisolta.
Il primo ordigno era esploso a settembre, accendendo un conflitto tra gruppi criminali per il controllo dello spaccio. Oggi, i segni dei danni sono ancora evidenti e il cantiere è fermo da circa due mesi, come segnalano i residenti al quotidiano Il Messaggero.
Finanziamenti disponibili
Nonostante ciò, erano stati stanziati fondi per mezzo milione di euro dalla Regione Lazio, destinati all’Ater per il ripristino sia in via Guido Rossa che in viale Nervi. Mentre i lavori nel secondo complesso sono stati completati, presso le Case Arlecchino la situazione è diversa.
Seppur il portone e una finestra siano stati sostituiti, l’ascensore rimane inutilizzabile, i citofoni non funzionano e materiali edili giacciono abbandonati nel sottoscala. Questa condizione pesa in particolare su due donne con disabilità che abitano nello stabile: una di esse riesce a uscire solo con grande difficoltà, mentre l’altra è costretta a rimanere in casa a causa del guasto all’ascensore.
Gli abitanti lamentano segnalazioni rimaste senza risposta e promesse non mantenute. Chiedono che gli interventi riprendano al più presto, affinché l’edificio possa essere messo in sicurezza e le famiglie possano tornare a una vita normale, senza la preoccupazione di affrontare spese per i danni provocati dalle esplosioni.