L’azione militare degli Stati Uniti e di Israele in Iran sta avendo un impatto significativo sul mercato del petrolio, con un aumento marcato dei prezzi. Questo rincaro è principalmente attribuibile alla decisione di Teheran di limitare il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, un snodo cruciale per il commercio energetico globale. In questa via transitano circa un quinto delle spedizioni giornaliere di petrolio, e qualsiasi interruzione potrebbe provocare un incremento dei prezzi energetici e destabilizzare i mercati internazionali.
Il Codacons ha segnalato un’impennata nelle quotazioni di petrolio e gas, i cui effetti si stanno già manifestando sui listini dei carburanti. Si prevede inoltre che le conseguenze si estendano a breve anche alle bollette e ai prezzi dei beni trasportati.
In particolare, il Codacons avverte che le bollette energetiche degli italiani sono a rischio. L’indice Ttf ha registrato un aumento del 25%, arrivando a 39,85 euro al megawattora, il livello più alto dal febbraio 2025. Questo trend potrebbe riflettersi presto sulle tariffe energetiche per famiglie e imprese, acutizzando l’aumento dei costi per gas ed energia elettrica, in un periodo di consumi ancora elevati.