Inchiesta su corruzione

Corruzione a Cisterna: emergono dettagli imbarazzanti per la Giunta

La Finanza parla di una lobby guidata da Domenico Monti e suo figlio Renio, con legami con il Sindaco Mantini.

Corruzione a Cisterna: emergono dettagli imbarazzanti per la Giunta

L’inchiesta sulla corruzione a Cisterna si intensifica, in attesa della decisione del Gip del tribunale di Latina riguardo alle richieste di arresto per Renio Monti, Presidente della Commissione Urbanistica e consigliere comunale e provinciale con il PD, suo padre Domenico, il Dirigente dei Lavori Pubblici Luca De Vincenti, l’architetto Eleonora Boccacci, e gli imprenditori David D’Ercole e Gabriele Califano, proprietari della 3heads srl e della Califano Carrelli. Nuove rivelazioni emergono dalle carte dell’inchiesta, in particolare quelle fornite dalla Guardia di Finanza sui rapporti tra il Sindaco Valentino Mantini e Domenico Monti, padre di Renio.

“Domenico Monti consigliere personale di Mantini”

Secondo la Guardia di Finanza, il legame tra il Sindaco e Monti trascende il semplice rapporto di conoscenza o ideologico, al punto da far ritenere che Monti svolga un ruolo di consigliere personale del Sindaco Valentino Mantini. Questo lo porta ad affrontare questioni riguardanti progetti e problematiche legate alla gestione della cosa pubblica che non rientrano nelle sue competenze. La capacità di influenzare le decisioni del consiglio comunale in ambito edilizio si ricollega alla lunga carriera politica di Monti, il quale, dopo aver passato il testimone, ha scelto di far emergere il proprio figlio Renio come capolista. Le indagini indicano la presenza di “una sorta di lobby” capeggiata da Monti e dal figlio, in grado di piegare l’operato pubblico a vantaggio dei propri interessi. Secondo le indagini, nessun assessore si sarebbe sentito in grado di opporsi a padre e figlio.