L’inchiesta della procura di Cassino sulla morte di Paolo Mendico si avvicina alla conclusione. Dopo la sospensione della preside, della sua vice e di un’altra insegnante, i genitori del 14enne attendono le decisioni dei magistrati.
Prosegue nel frattempo l’analisi dei quaderni di scuola di Paolo, affidata a Marisa Aloia, psicologa e grafologa forense scelta dalla famiglia. «In alcune pagine esaminate, Paolo scrive in modo frammentario, rivelando un disagio interiore», ha dichiarato.
Tra i vari episodi descritti, uno riguarda la sua esperienza scolastica e il rimandato in matematica. Paolo esprimeva una forte rabbia nei confronti dell’insegnante, poiché un compagno, indicato come uno dei presunti bulli, era stato promosso nonostante un rendimento insufficiente.
Secondo quanto emerso dagli scritti, la differenza di trattamento sarebbe legata all’iscrizione al doposcuola. «Il compagno era stato promosso grazie alla sua iscrizione al doposcuola, cosa che Paolo non poteva permettersi per ragioni economiche», ha spiegato la Aloia durante la sua partecipazione al programma Monitor su Lazio TV.