critiche al comune

Latina Bene Comune contro la tassa di soggiorno: “Una scelta inadeguata in un momento di crisi”

“Latina non è una meta turistica, ma solo un punto di transito per motivi di lavoro"

Latina Bene Comune contro la tassa di soggiorno: “Una scelta inadeguata in un momento di crisi”

“È sorprendente che, dopo la cattiva figura fatta quando Latina è stata candidata a Capitale della cultura a causa della sua insufficiente accoglienza turistica, ora si tenti di fare cassa attraverso una tassa che risulta poco applicabile e poco utile per il turismo e gli operatori locali”.

Questa è la posizione espressa dal movimento Latina Bene Comune, rappresentato dai consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, insieme alla segretaria Elettra Ortu La Barbera, riguardo alla tassa di soggiorno proposta dall’amministrazione guidata da Celentano. Anche gli operatori del settore si dichiarano contrari a questa iniziativa.
“Si parla di turismo senza rendersi conto che Latina non ospita turisti – evidenziano i rappresentanti di LBC – ma solo persone in viaggio per lavoro, che non hanno tempo per apprezzare la città. I gestori delle strutture ricettive confermano che le fatture emesse dagli hotel riguardano esclusivamente una clientela business. La tassa di soggiorno rischierebbe di spostare questi flussi verso comuni vicini che non hanno introdotto tale tassa, aggravando ulteriormente l’economia locale. Inoltre, l’amministrazione propone una tassa priva di fondamenti, senza garantire servizi essenziali. Non ci sono collegamenti adeguati da e per la stazione, costringendo chi arriva a spendere 15 euro di taxi per raggiungere il centro; mancano punti di informazione turistica, indicazioni per contattare taxi o per conoscere gli orari degli autobus; raggiungere il lido dagli alberghi è un’impresa ardua; non sono disponibili informazioni sugli orari di apertura dei musei e sui costi di ingresso”.

“Abbiamo serie perplessità sulle aspettative riguardo a queste entrate – prosegue LBC – le stime si basano su dati non attendibili e includono anche soggetti esenti, risultando quindi non indicative del potenziale gettito. Inoltre, Latina è stata storicamente un punto di partenza per altre destinazioni, come Roma, Napoli e Ponza. La scelta di soggiornare nel capoluogo era motivata anche da vantaggi economici, ora a rischio a favore di altri territori”.

“La sensazione è chiara: si sta raschiando il fondo del barile per fare cassa – concludono i consiglieri e la segretaria del movimento – ma la responsabilità della diminuzione delle entrate è da attribuire a questa maggioranza. Le entrate provenienti dalla sosta sulle strisce blu, ad esempio, sono crollate a causa di proroghe e appalti annuali che danneggiano l’amministrazione, non favorendo la concorrenza con appalti seri e pluriennali. Come è possibile che le entrate siano passate da 1,2 milioni a 700mila euro solo dalla sosta? L’amministrazione Celentano continua a cercare risorse invece di affrontare le difficoltà economiche e sociali della città.”